L’ULTIMO ENTRONAUTA (parte III)

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Passò la notte con lei e gli cedette un pezzo della sua anima così da sentirsi più leggero, dato che ora, attraversato il ruscello, doveva fare un volo di diciotto metri per risalire la scogliera.
Quando si trovò nel punto più alto della costa e vide il pozzo profondo di cui non distingueva né il bordo né il fondo, capì che doveva gettarsi e ci provò volte e volte; …ma era inutile. La brezza marina lo faceva volare più impotente del più leggero fuscello soggetto all’azione del vento; si fermò disperato e iniziò a singhiozzare.
Fu a questo punto che la vide arrivare, e se prima era diavolo, la sentì ora madonna. Lei gli passò una moneta che le aveva lanciato un pellegrino, e lui ci salì sopra e si lasciò cadere a bordo di quei quattro centesimi che fino al fondo, per un po’, lo ricondussero alla materia di fuori. Ma da su la madonna rideva indemoniata e la moneta si dissolse a contatto con quella terra santa che immerse lo sciamano sempre più dentro sé e ancora più dentro e più dentro, dimenticando oramai anche lei e il ruscello e la piuma.

[…]

gaetano vergara © 1986

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