Cipro. Pigmalione. Alcune migliaia di anni fa.

Maledetta Afrodite! Maledetto il giorno che ascoltasti il mio pianto e facesti di lei una donna vera… Maledetto il movimento lento della sua gamba destra sul busto eburneo ancora immobile di statuaria bellezza; e maledetto ancor di più il momento in cui la sua bocca nominò la prima parola: "Amore".
Maledetto il senso di fuga perenne che ho sperimentato immediatamente, e immediatamente dopo il suo primo passo. Maledizione, maledizione e maledetto me che cerco ancora di farle assumere la stessa identica statica posizione dell’avorio che io plasmai. La statua che mi innamorò ora mi gira per casa e svolge volgari azioni quotidiane. La statua che mi innamorò ora non dura zitta e ferma per più di due minuti. Afrodite, la mia vita non vale quei due minuti. Maledetta! perché non senti ora che piango e piango ancor di più?

gaetano vergara © 1992