Il bambino si arrampicò sulla sedia, appoggiò saldamente le mani sul ripiano e si sporse sulla minuta vasca sgranando gli occhi su quel mondo fluido e variopinto. Più colorato, più vivo, più vero di tutte quelle figure che si muovevano al di là della scatola di plastica e vetro davanti a cui trascorreva pomeriggi lunghi e solitari.
Si fermò a guardare, il bambino, ogni lento movimento dell’acqua, e i suoi occhi sorridevano compiaciuti di tanta liquida bellezza.
Se i suoi genitori l’avessero potuto vedere sarebbero stati contagiati da una scheggia di felicità. Ma non ebbero il tempo.
Da un momento all’altro cominciò a soffiare, il bambino, con tutte le sue forze. A fior d’acqua si formavano crescenti anelli concentrici; e lui si compiaceva di quella sua nuova capacità di cambiare lo stato delle cose.
Per i due pesci fu un maremoto.

gaetano vergara © 2004