an-zee

Il litorale della costa olandese mi fa sperimentare una volta di più il piacere atlantico di sentirsi in balìa della natura e dei suoi e-venti: le acque fragorose dell’oceano; le nuvole che corrono veloci nel cielo e lungo l’orizzonte; la sabbia spazzata dal vento sotto forma di nebbia gialla che avvolge i piedi; il mare che cresce e si ritira secondo i dettami della luna; tramonti che troveresti incredibili visti dal riquadro di una cartolina; fitti cespugli d’erba dalle lunghe chiome pettinate dal sempre vento; orde di gabbiani stridenti che improvvisamente imbiancano il cielo; il sole che sparisce, riappare e si rifrange da dietro le nubi; tappeti di vongole, cannolicchi e conchiglie dai gusci rigati in mille sfumature di grigio e nero o in improbabili venature di legno; la pioggia che scroscia da un momento all’altro e poi riprende e scompare; un’olandesina di 19-20 anni dalle cosce lunghe e i seni piccoli che interrompe la visione delle onde che muovono il mare. Ma tu le senti ancora, incessanti come una culla perpetua in cui sparire.

gaetano vergara (c) 2004