da un taccuino del ‘95

Dal piano superiore del pullman vedevo tante persone appollaiate ognuna alla propria postazione con lo sguardo fisso nel vuoto e la fronte imperlata di sudore. Sembravano tutti aspettare qualcosa. E forse tutti aspettavano come me il ritorno dell’autunno, la fine di questa lunga estate. Prima o poi si sarebbe esaurita la noia e saremmo tornati alle nostre occupazioni routinarie. Prima o poi sarebbe finito questo estenuante riposo coatto e quest’afa che ci costringeva ad economizzare su ogni movimento o principio di azione.

[Oggi però, avviato alla vecchiaia, amo tutte e quattro le stagioni e nessuna sostengo come allora.]

 

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