Passa

Passa il tempo.
Passi.
Passi risuonano nella mente.
Mente.
Mente, mentre io m’intenerisco solo,
Solo.
Solo vorrei svanire ora,
Ora.
Ora che crolla tutto intorno e muore il giorno,
Ora.
Ora rimembro ancora, ora.
Ora che me ne frega un corno e passa,
Passa il tempo e passa
Come il battito del piede alla grancassa,
Come il cazzo che ti penetra la fessa,
Come il salmo dei fedeli ad ogni messa.
Passa.
Tutto passa e passa,
Come il raggio che ogni giorno ti trapassa,
Come l’alba che ripassa e poi cessa.
Cessa.
Cessa che non sei più la stessa.
Stessa la strada, la casa e l’ascia.
Lascia che sia io a spaccarti le ossa e tutta.
Tutta bagnata dimentica il tempo che passa e passa.
Passami sopra e lascia che io governi il ritmo
Che passa passa e passi.
Come se io da solo non bastassi
Come se io solo non sapessi che
Passa il tempo,
E passi.
Passi risuonano nella mente.
Niente,
Niente da capire
E niente più.
Più scrivo più perdo
La buona occasione di star zitto.
Zitto, sotto, dietro o addosso a te,
Che te nei stai cheta
Come chi sa dov’è la meta
E la metà del senso.
‘Nso!

 

gaetano vergara (c) 2004

 

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