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Quella notte, dopo aver tanto bevuto, non sapevo più dove fosse finito il mio orologio, e fui assalito dalla netta sensazione di aver perduto il tempo. Era la notte del mio trentatreesimo compleanno.
Fino ad allora non ci avevo neanche pensato a quell’inutile anniversario. Mi ero imposto di viverlo come un giorno qualunque e di ubriacarmi come ogni notte (a quei tempi mi bastavano cinque birre da mezzo litro). Ma quando già a casa, nel controllare automaticamente l’ora, mi resi conto di non avere più al polso il tuo ultimo regalo, sprofondai nel baratro dei miei pensieri più scuri.
“Ormai faccio solo male.” Pensavo. “Non trovo più soluzioni da tenere sospese in bilico tra un baratro e un abisso. Neanche le parole bastano. Tanto più che ormai si ripetono uguali e ugualmente stanche risuonano nel vuoto per cadere su sé stesse sospese tra il niente e il nulla in cui ristagno.”

[Ogni riferimento alla mia o alla vostra vita è puramente personale]

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