Paradossi della Domenica

Come ho più volte detto in queste pagine, dedico una parte del mio tempo a scrivere brevi racconti in spagnolo che qualche volta pubblico sotto svariati pseudonimi in Ficticia, città virtuale e sito letterario messicano.
Ficticia ospita anche vari concorsi letterari. Quello di minificciones del mese di novembre è dedicato al paradosso. Ci stiamo cimentando in molti sulle orme di Epimenide (il cretese passato alla storia per aver affermato che "Tutti i cretesi sono bugiardi"); Zenone di Elea (quello che ci ha spiegato perché Achille, pur correndo più rapidamente della tartaruga, non riuscirà mai a raggiungerla) ed Olbers (uno che si chiede perché, se ci sono infinite e lucenti stelle, il cielo è nero)…
Oggi ho mandato a Ficticia un piccolo testo intitolato Estados paradójicos. Voglio farvelo conoscere in un’affrettata traduzione italiana:

Stati paradossali
Alcuni scelgono come Ministro della Giustizia un imputato.
Altri si dicono cristiani ed hanno una sola guancia, centinaia di occhi e migliaia di denti.
Molti pensano di conquistare la pace con la guerra e miglior vita con la morte.
Tutti dicono di amare la terra, e la distruggono.

Doverosa nota finale: il brano è stato inviato fuori concorso perché è poca cosa e per non essere né un racconto né un apologo morale, ma solo un’amorevole invettiva ed un triste "divertissement" domenicale.

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