Il tempo che ho (io et al.)

Il tempo.
Il tempo che ho
fugge.
Ed anche quest’altro momento
è fuggito.

Passa il tempo.
Passi. 
Passi risuonano nella mente.
Tutto passa e passa.
Come il raggio che ogni giorno ti trapassa.
Come l’alba che non è mai la stessa.
Passa, tutto passa e cambia.

Cambia.
Cambia ciò che è superficiale
e cambia anche il profondo;
cambia il modo di pensare,
cambia tutto in questo mondo,
e così come tutto cambia
che io cambi non è strano.
Cambia tutto cambia
tutto cambia Cambia
cambia Cambia tutto

Tutto passa e cambia nell’eterna ruota dell’essere.
E forse non tornerà mai più. Come non torni e non tornerai tu.

Intanto, 
il tempo.

Il tempo è un peccato sprecarlo.
Ed ho paura che stai peccando anche tu,  ora stesso…
"Signore, Signore, io ho tempo!", recitava il poeta fedele;
ed io condividevo, a modo mio,
anche se grazie a dio
restavo ateo come una campana.

Intanto,
il tempo.

Il tempo che ho io non è un galantuomo
e mi scappa di mano come l’ultimo dei malfattori.
Il tempo che ho, quello che è mio davvero, è di ozio e mai di negozio;
perché quello che ho io è tempo che non vuole farsi denaro.

Intanto,
il tempo.

Il tempo che cura tutte le ferite, finisce sempre per massacrarci tutti:
mentre cerchiamo di ammazzarlo, lui sta ammazzando noi; goccia per goccia.
E mentre finiamo, lui fa maturare le cose, demolire le chiese e diroccare le case.

Il tempo, il tempo che abbiamo, passa passa e se ne va; e noi con lui,
porcoddio, porcoddio e porco io che mi crogiolo in tante immani inanità!

D’altronde le cose sono così, succedono, ed alle cose che succedono ne succedono altre, 
ed alle altre, altre. In una successione che non trova pace né fine (e nemmeno confine).
Ecco, credo che continueranno a succedere cose davanti, dentro e dietro di noi 
che torneremo a osservare il tempo passare rilevando che il tempo passa. 
E passa lento nelle giornate di maltempo 
e fuggitivo ogni volta che va bene.
Bene,  sia come sia,
anche nella burrasca il tempo passa 
e lascia più impronte quando vola.

Ma se io ho scritto un post così lungo
è solo perché non ho avuto tempo
di scriverlo più breve.
Del che me ne scuso
senza lasciarvi peccare oltre
nella coltre di parole
che rubano il tempo 
usato per parlare.

gaetano vergara © 2005


Questo è un altro testo improvvisato in adesione ad una proposta di Massimo SdC che ci aveva invitati a scrivere qualsiasi cosa (più o meno breve) che abbia come titolo "Il tempo che ho".