290605 – Frammenti fra denti stretti e genti distratte
(con fantasticheria finale e appendice promozionale)

Qui si stanno sgarrupando i tetti
e noi arranchiamo e sgomitiamo
come se niente fussi o fussi stato

Qui si sta sfaldando tutto
e noi portiamo il capo verso i lidi
Ansiosi di infossarlo nell’arena

‘Nu popolo ‘e strunze
con modi da struzzo

Un popolo di struzzi
e ‘na maniata ‘e strunze

Il popolo distrutto
cercherà vendetta
per allievar la pena

Il popolo distrutto
invaderà il campo
ed entrerà in scena


020705

Stasera parto per Madrid, e ci resterò un bel po’.
Ma credo che anche dalla capital borbónica tornerò spesso qui, in questo e nei vostri non-loci.
Epperò, prima di decollare da questa sponda, voglio lasciarvi un modesto suggerimento, come un vecchio zio che nell’atto di allontanarsi ci ammorba col suo ultimo consiglio che resta nell’aria anche quando il suo corpo è già imbarcato altrove.
Un suggerimento per chi porti la sua testa verso altri lidi, ma senza l’intenzione di sprofondarla nella sabbia o nella terra umida; un suggerimento per chi voglia riempire di lettura un po’ del tempo trascorso sotto l’ombrellone o sdraiato nell’ozio di questa lunga estate che presto finirà.
Dunque, il  suggerimento.

Recatevi all’indirizzo alfar.splinder.com e stampatevi le pagine della magmatica storia senza titolo, senza scansioni in capitoli e senza chiare coordinate che racconta le epiche, squallide ed esaltanti vicende di Muzzaré-Odisseo e di suo padre Diego Armando nato nell’anno del primoscudetto.
La narrazione è sparsa in vari post che vanno dal 6 settembre del 2004 all’altroieri; e non è ancor conclusa. Magari potreste anche cominciare dalla fine.
Riconoscerete le prime parti del blog dedicate a questo Odisseo di Secondigliano da formule tipo:
– Goccia dopo goccia, eterna estate calda, qui nella penombra c’è un bambino e impara.
– Gutta, guttae, guttae, il bambino impara…
– Gutta, guttae, impara…    
I personaggi che si avvicendano nel narrato sono (e di certo me ne dimentico qualcuno):
– i già citati Muzzarè e Diego Armando
– Amigdala, puttana nigeriana
– Ciore di Maggio, puttana brasiliana
– lo zio Renato, babiere
– L’agente Digos Decio Rupe e i suoi luogotenenti Lunco e Brunco
– il pusher Toni Zizzu
– il piccolo Ciccillo da Secondigliano
– la carnale Dolores Obsessiòn
Lo stile è è fluido e avvolgente, ma la costruzione lessicale infarcita di forme dialettali, gergo camorristico, lingue straniere e cultismi implica qualche sforzo (che per certo vale la pena affrontare).

Poi, mi farete sapere. Oppure, meglio, farete sapere direttamente a lui.

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