Lo sguardo degli altri

Mi siedo sfatto davanti alla tv spenta dopo un’assenza dall’Italia lunga ma non troppo, non abbastanza. Malato di esterofilia congenita, mi pare che tutto funzioni meglio negli altri cantoni dell’Europa. Già in aeroporto tutti i segni della crisi. Sono sfiduciato e non vedo vie di uscita. Questo paese scivola inesorabilmente via dal suo continente. E non siamo più neanche poveri ma belli.
Raccolgo tutte le mie forze, mi faccio coraggio ed accendo la tv.
Una botta di fortuna. Mi viene in soccorso il presidente ed il suo coro azzurro con iniezioni di ottimismo a tutto spiano. Ovunque mi giri ci sono notizie buone. Mi punzecchiano tutto il corpo e la mente con endovenose ed intramuscolari. Che bene mi fanno queste siringhe di fiducia!

-La nostra maggioranza è stata capace di tenere salde le alleanze internazionali dell’Italia e la sua immagine nel mondo.
-La disoccupazione è stata ridotta al 3%.
-Il prezzo dei farmaci bloccato fino al 2007.
-Tutti gli italiani residenti all’estero riconoscono nel Presidente del Consiglio l’unico leader naturale della coalizione di centro-destra per la sua competenza e per il suo carisma, ma soprattutto per l’enorme capacità di aver rafforzato l’immagine dell’Italia sulla scena internazionale.
-Aumenta il successo formativo di scolari e studenti universitari.
-La nuova Punto risolverà la crisi del mercato automobilistico.
-L’Italia manda soccorsi agli Stati Uniti d’America.

Grazie a Supersilvio, mi alzo dalla poltrona rinfrancato. All’estero mi avevano riempito la testa di sciocchezze. Qui va tutto bene. Il pomeriggio è azzurro ed io mi accorgo di essere pieno di risorse dentro di me. E allora prendo un giornale spagnolo per selezionare materiale per il mio lavoro. Mi rimbocco le maniche per la patria; questo paese merita ogni mio sforzo.
Ma, maledizione, mi imbatto in un sedizioso articolo su Palermo che dice più o meno così:

Conoscete, stimati lettori, un’altra città nel Mediterraneo così bella ed al tempo stesso così triste e ignobile?
Come tutta la Sicilia, Palermo è appartenuta per secoli e secoli alla Corona spagnola, del che nelle sue strade e piazze rendono testimonianza numerose vestigia, iscrizioni, statue, monumenti, lapidi, immobili. E se non fosse per il fatto che -su questo non ho dubbi- la mia offerta non sarebbe compresa, oserei suggerire al Re di Spagna di negoziare con le autorità isolane per offrire loro un finanziamento per risanare la meravigliosa isola e rendere più decoroso il suo straordinario patrimonio architettonico; …tutto questo a patto che Palermo fosse reintegrata, come figliola prodiga o pecorella smarrita, alla nostra nazione. Mi rimetto alla prova dei fatti: Maiorca, che obiettivamente ha la metà del fascino e dell’attrattiva della Sicilia, è la regione più ricca o una delle più ricche della Spagna, mentre la Sicilia è la regione più povera di quello che è già il paese più povero -l’Italia- della CE. Fatevi i vostri conti, galantuomini siciliani, e vedrete se non vi conviene di più venirvene con noi che continuare a fare parte di un paese sprofondato in una crisi economica spaventosa che è solo agli inizi, un paese governato, per colmo di sventura, da un buzzurro come Berlusconi che sparisce all’improvviso per cinque giorni… per sottoporsi a un trapianto di capelli, e riappare con un fazzoletto da pirata in testa come una versione ridotta della buonanima di Espartaco Santoni. [*]

Quanta perfidia in queste parole. [**] Ma perché questi stranieri si accaniscono contro il buon Silvio e la nostra meravigliosa patria. Tutta invidia, tutta invidia! Fossero almeno le parole di un quotidiano comunista, di un giornale anarchico, di un foglietto fondamentalista islamico, no, si tratta del Tiempo, una fottuta rivista del fottuto centro spagnolo. Maledetti!, ma perché non si preoccupano del loro dannato Zapatero che prima ha rovinato l’immagine della Spagna ritirando le truppe dall’Irak ed ora fa sposare i froci?

Spengo i miei pensieri, ricado nel mio pessimismo nazionale e desidero rinascere altrove. Più povero e più bello.


[*]
Espartaco Santoni era un attorucolo e albergatore di origine venezuelana, molto noto alla stampa scandalistica spagnola per i suoi amorazzi e per i suoi frequenti matrimoni (ben sei, uno dei quali con la baronessa von Thyssen, Carmen Cervera).
Nel ’76 fu arrestato per truffa.
Morì all’età di 61 anni nel 1998. Negli ultimi anni della sua vita era solito nascondere la calvizie con una bandana piratesca.

[**]
È la prima parte di un articolo di Ignacio Vidal-Folch intitolato "El despertar de Palermo" apparso sul n.1218 (5 settembre 2005) della rivista Tiempo de hoy. La traduzione è mia.
Il resto dell’articolo si dilunga sulle bellezze e sul degrado del capoluogo siciliano. Un lungo spazio è dedicato a mafia e tangenti. Solo nel finale uno spiraglio di ottimismo: "A metà settembre avrà termine il concorso sul miglior manifesto antimafia, organizzato dal comune. Il manifesto vincitore sarà esposto dappertutto, facendo compagnia […] agli adesivi che da qualche mese alcuni coraggiosi stanno seminando per tutta la città, in cui si avverte che ‘un popolo che paga il pizzo è un popolo che ha perso la sua dignità’. Sono timidi indizi della volontà di risveglio di Palermo".

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