L’amico insanguinato


Giochi il tuo gioco e ti diverti  a schivarla, a schifarla, a metterti di lato e fuggirla.
Ti pare così poco importante, innecessaria,
perfino molesta come la mosca che ti gironzola intorno al cervello.
Sarebbe uguale averla o non averla.
Da un momento all’altro potresti togliertela di dosso e farla finita.
Quand’ecco che ti raccontano per filo e per segno di quel tuo caro amico,
ed ora che lui la sta perdendo ti sembra la cosa più importante e la vorresti infinita.
Oppure piangi solo per invidia.

Intorno a lui tutto era immobile. Il freddo penetrava in ogni cosa, ma non c’era un alito di vento. Solo il movimento stanco dei suoi occhi dava vita a quelle colonne di cemento ed alle auto parcheggiate al bordo del marciapiede.
Era sceso in strada proprio per questo: sapeva che a quell’ora, non ci sarebbe stato nessuno a rompergli le palle. Sua moglie dormiva, cercava di dormire, o forse era crepata sotto un’overdose di sonniferi. Ma questi non erano fatti suoi. Erano molti mesi che aveva smesso di contarle le gocce nel bicchiere; e lei aveva smesso di chiedere.
Dunque, un uomo solo in una via gelida; una moglie riversa sul letto di casa; il buio della notte e un’atmosfera desolata da post-disastro atomico. C’erano tutti i presupposti perché la sua potesse diventare una storia nera; un giallo in piena regola; un hard-boiled con sangue, sesso e personaggi misteriosi: su quella strada si dispiegavano tutti gli ingredienti per sospendere il tuo fiato, attento lettore, tutti gli ingredienti per sospendere il tuo fiato in un clima di attesa palpitante scandita dalla voglia di sapere.
Ma un momento dopo lui sollevò il piede e si guardò la scarpa ruotando la suola verso la traiettoria degli occhi. Aveva calpestato una cacca di cane.
Mentre alzava la bocca al cielo pensando un’imprecazione adeguata a rompere quel silenzio, scivolò al suolo come cade una pera matura dal ramo.
Il mattino trova la sua testa schiantata sullo spigolo del marciapiede ed una scarpa che osserva la scena a qualche metro dal corpo insanguinato.

…ora che lui la sta perdendo
ti sembra la cosa più importante
e la vorresti infinita.
Oppure piangi solo per invidia.


gaetanovergara ©©  2005

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