(perché a Milano c’è pure del bene)

 

Quelli che sono nella posizione
del balcone ma credono d’essere
sempre al centro della quistione.
Oh, yes!

Quelli che non sanno cosa dire,
ma continuano a dirlo senza posa.
Oh, yes!

Quelli che per una sera spengono
la tivvù per in teatro applaudire
il Signor Rossi e l’Impero del Male,
però poi lo seguono solo quando
si citano i mostri del televisore.
Oh, yes!

Quelli che la legge prima di tutto,
ma solo quando le manganellate
le prendono gli altri, che poi in fondo
se la sono pure cercata, Dio mio!
Oh, yes!

Quelli che si vendono le interviste
mentre la gente fa la fila fuori
dal tribunale perché vuol sapere.
Oh, yes!

Quelli che per una sera spengono
la tivvù per in teatro applaudire
il Signor Rossi e l’Impero del Male
e ad ogni còlta citazione via con
battimani di aperta concitazione.
Oh, yes!

Quelli/-le che quando si dimettono
è già troppo tardi, porca miseria!
Oh, yes!

Quelli che osservano l’uragano
da lontano e restano colpiti
dalla suggestiva forza del mare.
Oh, sì! Oh, yes!

No no, sì sì, beh beh,
cioè, ma ma…

Ma verrà il giorno in cui
il mare afferrerà alle spalle
pure tutti quelli che
Oh, yeh!

 

gaetano vergara ©© dicembre 2005

 


Se qualcuno volesse allungare la lista di quelli che, è il benvenuto. Potete lasciare nei commenti le vostre strofe. Se vi va, se vi volete adeguare al ritmo del testo qui sopra, provate a comporre versi di undici sillabe o decasillabi con finale tronco (cioè con accento tonico sull’ultima sillaba).