messico messico
da Oaxaca al Tabasco via Chiapas con memorie della Capitale

disegno di gaetano vergara © agosto 2001

Messico esperpéntico di allegri alebrijes mostruosi e scheletri che suonano il sax Messico di lisce terracotte nere e conchiglie perlacee Messico pubblicamente disorganizzato e servile che ci trovi quando vuoi tutto quello che vuoi Messico di chilometri di spiagge semideserte con palme di cocco amache palapas e zopilotes Messico di ricchi piatti di pesce e fagioli tortillas e creme di cacao Messico di chile e papaya chilipotes e tequila Messico Pacífico in cui è facile perdersi in acque che ti tirano sempre p’adentro
Messico senza tempo di Tlaloc e coca-cole Messico allucinogeno di sogni concentrici Messico di vari techi (zapo- tol- az- mix-) e barocchismi occidentali in salse arabe Messico di caldo torrenziale e piogge che lavano tutto e ogni cosa in un attimo fluviale Messico in cui è facile perdersi
Messico tricolore che sventola bandiere e ancestori Messico multicolore di disperata allegria e provetti danzatori Messico di bande di ottoni stonati e monotone marimbe dal ritmo perfetto Messico Messico
Messico e Nuvole Messico mezcalero di vermi e cavallette fritte Messico di cucarachas zanzare e malaria Messico di taxi collettivi con sette persone a bordo e autista e bagagli di bagattelle e piatti stracolmi Messico di odori forti Messico e cumbia Messico di mercati poveri e stracolmi di ogni cosa Messico in cui è facile perdersi
[…]

Il testo continua sul settimo numero di sacripante, tra una serie intricata di cartografie in cui vi consiglio di naufragare.

Specifico (perché sono inguaribilmente pedante) che  messico messico risale al 2001 e che nella versione originale finiva con una frasetta ascrivibile alla serie Muito Romântico (o alla ricerca spasmodica di se stessi in territori alieni).
Erano solo sei parole

1. Messico
2. confuso
3. incantato
4. e
5. senza
6. te

Ma nell’editing sacripantesco la frasetta s’è persa.
E forse le è meglio così.

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