di isole, arcipelaghi e rimandi

La rete è fatta anche di rimandi ad altri fili della comunicazione che si intrecciano coi nostri o vanno per il loro verso preoccupandosi poco o nulla del senso.
Il senso cresce (il senso cresce in mano a lei) in un’intricata matassa di file che si ingarbugliano, che si incontrano, che si riperdono, ma potrebbero tornare a incontrarsi in ogni momento.
La rete è l’arte dell’incontro; come la musica; come la vita.
La musica di insieme, la vita e la rete sono metafore dell’arcipelago: un mucchio di isole unite dal mare che le separa.

Tutto questo scrivo di buon mattino, dopo un giorno denso denso, senza troppo preoccuparmi della direzione (il senso) che prendono le mie parole, usando meccanismi associativi ed abusando di un linguaggio allegorico che tante volte può servire per indagare nuove derive del senso (l’allegoria invola e svela il significato ultimo di quanto vado dicendo, di quanto vado scrivendo).
Tutto questo, all’alba di due feste che non vi dirò, in cui ho rivisto geeènte e rimesso in  comunicazione la mia con altre isole (in fondo facciamo tutti parte di un solo immenso arcipelago contenuto nel cerchio conchiuso del terrarum orbe).
Tutto questo, perché m’ero seduto dietro la tastiera per ordire una trama di rimandi tra i fili della rete. Volevo, voglio, ed ora lo faccio, darvi due notizie dall’arcipelago telematico, indirizzarvi su due isole maravigliose.

 

Notizia e deriva numero 1
Laguna, giovane blogger (non so a voi, ma a me sembra giovane un blogger poco più che diciottenne) è stato premiato con una settimana di vacanze-studio a Salamanca e un tot di libri in lingua originale per il suo racconto Quisiera no estar aquí.  Il premio gli è stato consegnato ieri mattina alla Feltrinelli di Napoli nell’ambito dell’edizione 2006 di ¡Cuéntanos un cuento!, concorso letterario in lingua spagnola dedicato a Ines Bellomia. E vederlo così mani-festa-mente emozionato è stato una festa nella festa.

Logo dell'Associazione Napoletana Ispanisti “Ines Bellomia”

Un’altra commovente cerimonia è stato ricordare Ines una volta di più, che è sempre una volta di meno ed un segno forte della sua mancanza. Credevamo di avere tanto tempo

 

Notizia e deriva numero 2
Zaritmac ha messo in rete un labirinto di parole, segni, sogni, bisogni che si intrecciano; un sito delle mille meraviglie con scatole cinesi disegnate in grafica low-fi; un caleidoscopio di narrazioni nei cui meandri è piacevole perdersi; una foresta in cui vagare come i cavalieri erranti alla ricerca del senso. Ed errando senza rotta, si impara, si percorrono nuove esperienze sensoriali che restituiscono frammenti di sé e di noi.

Logo del Maritac (sito web di Zaritmac)

Attenzione, non siate pigri, lo sforzo ripaga: come in ogni labirinto che si rispetti, gli ambienti si confondono e ci confondono e si moltiplicano gli specchi; come in ogni labirinto che si rispetti, ci si muove tra le stanze senza mai sapere precisamente dove ci si trova e, da un momento all’altro, si perdono le bussole e le chiavi.

(Perché la vita intreccia i sensi ai senza, l’urlo alla lirica, l’amaro al mare, e mescola tutto con amore.)
zaritmac, Controcanto, 16 maggio 2006

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