A vele spiegate, ma non tanto
(perché su quella barca possano vedersi in tanti e lasciarsi cullare dalle onde)

 

È troppo chiedere agli dei che l’ordito di cause intrecciate che chiamiamo Destino si intersechi a tal punto da permettere la realizzazione delle migliaia di fremiti avvinghiati, allacciati e avvoltolati che formano la dimensione e il senso del nostro Desiderio?

 

Senti, amico mio, io dico che dopo gli ultimi calci, ti sta tendendo una mano la sorte. Stringila e lasciati andare nel flusso delle acque nuove in cui ti immerge.
Io dico che questa volta potrai incontrarla lì, dietro la cresta di un’onda. Prendila, afferrala, falla tua senza troppi indugi e ripensamenti. Fregatene per una volta del suo passato e dei legacci che la tengono avvinghiata al presente. Alza la testa e fatti vedere come sei, che come sei è già tanto.

I venti del fiume gonfiano le vele a tuo favore, le cupole e i comignoli della città si vanno perdendo alla distanza e il mondo si riduce a una nervosa linea grigia cui volgi le spalle con gli occhi fissi all’orizzonte.

Mandami una cartolina dall’altra sponda con te e lei che fate ciao al vento.

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