Lettera da Milano
Milano, 12 aprile 1990

Cara Mara,
tutto procede come due anni fa. Ora, però, non bevo e non fumo più. Sniffo solo un po’ di coca sotto stretto controllo del mio medico. Se solo provo a tirarne un po’ di più, me le strappa via e se la pippa tutta lui in quattro e quattro otto. Poi finisce che si alza e fa il lupo. Da un po’ si mette a ululare anche nel corso delle visite ospedaliere, e il primario si è un po’ infastidito. Sono molto preoccupato per lui e per il suo posto fisso in ospedale.
Il fatto è che da un paio di settimane il nostro fornitore di fiducia l’hanno messo dentro e noi non riusciamo più a trovarne di buona a prezzi decenti. Ormai prendiamo solo della roba scadente da un finanziere che abita qui vicino e arrotonda lo stipendio con qualche ritenuta sui sequestri. Quello che non capisco è se questo bastardo ce la taglia o se ne sequestra sempre di tagliata. Lui intanto non sniffa, il finanziere. Si tira solo un po’ di gas esilarante e muore dalle risate. Giulio, invece, è morto per davvero. Mi doveva 900 mila lire.
Ma questi sono problemi che non ti riguardano, Mara cara. A proposito, i tuoi prezzi sono sempre così alti? Guadagni sempre tanto? Fai ancora sconti comitive, militari e verginelli? Lavori sempre "en plein air" o hai finalmente comprato la stanzetta col letto a una piazza e mezzo che hai sempre sognato? Ti fingi ancora colombiana, qualche volta? Puoi prestarmi tre milioni?
Ahi!
…Guarda che te li restituisco in men che non si dica. Ho una ragazzina per le mani che mi ricorda molto te quando avevi quindici anni; ma tu eri molto più attrezzata e già più puttana. Con lei sarà più difficile. Sapessi come è ingenua; e non ti dico quanto mi sta appiccicata addosso, la stronzetta. Però in un paio di settimane la scioglierò da me e da i suoi complessi, e potrà fruttarmi un 400 mila a settimana, escludendo le  400 che vanno a lei: fifty-fifty, come facevo con te prima che mi scivolassi via. Per la verità, tu ti sciogliesti un po’ troppo in fretta dall’affezionato scopritore dei tuoi talenti. E mi lasciasti con debiti e cambiali. OK, forse mi ero adagiato eccessivamente sulla tua rendita, ma ora, dopo tanto, non puoi continuare a serbarmi rancori moralistici o accusarmi di averti fatto lasciare il liceo. Avrai capito che quella era la strada migliore per te. Ora, ormai, sarai milionaria.
Cara Mara, come vedi ho proprio bisogno di te. Imploro la tua protezione e un po’ di soldi. 3 milioni. Per molto meno qualcuno potrebbe farmi la pelle. Non puoi negarmi questo.
Ti sogno sempre. In tutte le posizioni.

Sempre tuo
Angioletto dal Pippo duro.

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