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perdono

o chiedere

per invocare aiuto

mentre aprirai la bocca

dentro quella tua melma acida

e che poi possa affogare

nel tuo stesso vomito,

fino a rimanere sommerso

ininterrottamente per tre giorni e per tre notti

e che in quel bidone tu possa cominciare a vomitare

perché sarai chiuso in un bidone di latta arrugginita,

che tu possa svegliarti domattina senza rivedere la luce,

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invettiva

 


* Si legge più sensatamente dal basso verso l’alto, dalle radici alla stella che sormonta l’albero e fa da riferimento a codesta nota. (Inutile dire che io faccio cenno ad un albero, ma voialtri potrete ben vederci la punta di una lancia, l’apice di un petardo, un clistere postmoderno o qualsiasi altra cosa solletichi la vostra immaginazione annaffiata di vini, limoncelli, mirti, nocilli -altrove detti nocini-, grappini e amari bevuti tutti di un sorso per digerire e prepararsi al botto dello spumante finale – altrove detto champagne (che la Franza mi perdoni).)

** È possibile girare l’invettiva a chiunque vi pare e (non vi) piace come augurio di buona fine.


 

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