Oggi ho fatto un po’ di pulizie alla blog-casa.

Lo so, non ve ne siete accorti.

Lo diceva sempre mia nonna…

Guaglio’, nun te sbattere, ca tanto ‘o spuorco se vede e ‘o pulito no.

È triste la vita del casalingo. S’ann’a sta a senti’ ‘e ditte de viecche antiche.

Guarda qua, uno si mette tutta la giornata a rassettare, buttare via gli oggetti sorpassati, riordinare le stanze…, insomma, il poveretto si fa prendere dall’atmosfera di anno-nuovo–vita-nuova e vuole rendere lo spazio più accogliente, vuole farvi sentire liberi di muovervi con gli occhi, vuole che possiate spaziare tra le righe come se foste a casa vostra; ma voi entrate distratti, dopo che già avete fatto case e casarelle, e non ve ne accorge di niente. Comm’ si niente fosse, o fosse stato.

E va bbuo’

Però mo’ ve la faccio notare una cosa.

Ve la ricordate nella colonna di sinistra l’immagine di quel pagliaccio che si sbacantava l’intestino e quelle scritte che si muovevano sopra e sotto, a sinistra e a destra comme si tenevano ‘arteteca?

Va be’, ho capito, non ve le ricordate. Oppure vi resta una vaga impressione di certi segni e certe parole inquiete, però mica vi possono rimanere stampati nelle chiocche tutti quei segni, ché oggi la vita è caotica e uno non si può concentrare su tutte le cose che gli passano davanti alle palle degli occhi. Mo’, però, cop-incollo quel vecchio pezzetto un’altra volta e ci togliamo il pensiero (e così pure io, quando tengo nostalgia, posso tornare al primo post del 2007 -questo!- e mi rivedo il mio pagliaccio come se il tempo si fosse fermato lì, ai primi passi del 2003).

¿Adónde van los payasos?

la latrina del giullare - disegno di gaetano vergara (c)(c) 2004

¿Qué comen

los payasos?

¿Dónde duermen

los payasos?

¿Qué hacen

los payasos,

cuando ya

no está ninguno

que ría,

madre mía?

Questo è, e già che ci siamo, vi azzecco pure una traduzione del pezzullo ispanico (che poi l’originale in italiano era, e stava rintanato in un cantuccio della mia memoria dentro un cassetto che si chiama Angelo Maria Ripellino):

Dove vanno

i pagliacci?

Che mangiano

i pagliacci?

Dove dormono

i pagliacci?

Che fanno

i pagliacci,

quando non

c’è più nessuno

che ride,

madre mia?

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