Cipro. Pigmalione. Alcune migliaia di anni fa.

Maledetta Afrodite! Maledetto il giorno che ascoltasti il mio pianto e facesti di lei una donna vera… Maledetto il movimento lento della sua gamba destra sul busto eburneo ancora immobile di statuaria bellezza; e maledetto ancor di più il momento in cui la sua bocca nominò la prima parola: "Amore". Maledetto il senso di fuga perenne che ho sperimentato immediatamente, e immediatamente dopo il suo primo passo. Maledizione, maledizione e maledetto me che cerco ancora di farle assumere la stessa identica statica posizione dell’avorio che io plasmai.
La statua che mi innamorò ora mi gira per casa e svolge volgari azioni quotidiane. La statua che mi innamorò ora non dura zitta  e ferma per più di due minuti. Afrodite, la mia vita non vale quei due minuti. Maledetta! perché non senti ora che piango e piango ancor di più?


[Questo post ha una quindicina d’anni, e forse li dimostra tutti.
L’ho scritto, non mi ricordo più perché o per chi nel 1992.
Ma è molto probabile che dietro non ci fosse un preciso chi né un come. Anche se potrebbe portarsene dentro tanti, anche ora, ed anche ora non significherebbe molto di più di quello che dice.
]


 

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