Io nella vita ho sbagliato tutto,

sono certo di aver sbagliato;

e se non ho sbagliato allora,

sto sbagliando ora

che sono certo

di aver sbagliato ancora.

Lo so, lo so, io erro sempre,

un cavaliere errante sono,

senza elmo né cavallo,

un cavaliere prono

con l’anima in panne

e il cuore allo stallo.

 E sono certo

che è tutto sbagliato

nella mia

e nella vostra vita,

e sbagliata

anche l’entrata.

Sbaglio

mi sbaraglio

e provo ancora

cercando la Titina

ed una via d’uscita,

o una battaglia

che valga la partita,

ma qui intorno

non vivono giganti

o mulini a vento,

né sento gli sbuffi del drago

o gli incantesimi del mago.

Perché, uffffff,

qui tutto è sbagliato,

e se non è sbagliato,

sbaglio io a percepire

tutto sbagliato

e sentirmi satollo

e distrutto

di ogni cosa

e di tutto.

O quasi tutto,

perché io

un errante

forse nemmeno

cavaliere sono,

e me ne vanto

mentre mi avanzo

contro vento

e di versi m’ammanto.

Le donne, i cavalier, l’arme, gli amori,

le cortesie, l’audaci imprese non conto,

ma se apro la bocca canto a squarciagola

che son contento,

anche se marcio controvento

e sbaglio, mi sbaraglio o mi sbarbaglio

ancora.

Provare, riprovare,

provare ancora.

Sbagliare, sbaragliare,

sbagliare ora,

sbagliare ancora,

sbagliare meglio,

sbagliare

fino al punto

di ricominciare.

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