Muito Romântico
tredicesimo frammento

Una rapida mano di carte, una rapida mano e mi trovo perdente. […]
Sapevo benissimo che ogni volo comporta un atterraggio, o una caduta. E sappiamo entrambi che la caduta risulta più dolorosa quanto più alto il piedistallo. Anche se potremmo stare qui per ore a discutere su chi è che cade a picco e chi quello che dà la spinta. Forse chi spinge segue il volatore nello sprofondo. E fino al contatto col suolo non ci siamo ancora fatti niente. La caduta è solo il presagio dello sfracello. […] Epperò non credevo, non credevo di soffrire tanto. […]
Non si può fare un omelette senza rompere qualche uovo. Ma a volte ho la sensazione che qui stiamo facendo a pezzi anche la cucina, mentre intorno a noi frana tutto il palazzo e i cuochi si lanciano ad uno ad uno dalle finestre. […]
Però tu, per amore del cielo che ci scaraventa in testa bufere e raggi di sole, tu, per l’amor del celo, lascia chiuse quelle ante del sesto piano. Un volo verso il basso dal balcone al suolo non vale un solo attimo respirato in due. Un volo dal balcone al suolo non vale un solo attimo respirato.
Un solo attimo. Un solo attimo che vorrei moltiplicato. Che vorrei moltiplicato in due.

 sardana di gaetano "aitan" vergara (c)(c) 2006

 

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