last cruellest month

“Mi svegliai al centro esatto della notte con dei terribili crampi allo stomaco e una solitudine irrimediabile intorno a me e dentro ogni cosa.
Nulla faceva rumore e io me ne stavo immobile come chi vuole fermare il tempo. E il tempo sembrava piegarsi alla mia volontà ed era sul punto di smettere di fluire.
In una breve pausa intersecata tra due cavità senza fondo, pensai che avrei voluto ritrovarmi in un mondo con altre regole. Da inventare tra il sogno e la veglia.”

Basta, basta!
Ho paura.
Sto rischiando di sprofondare nei vizi borghesi della profondità. Ho paura di dimenticare quanto sia interessante la superficie delle cose; ho paura di sprecare la vita in immersioni che si concentrano su un solo punto e perdono di vista tanta immensa vastità di orizzonte e senso.
Rileggo, mi guardo le mani e abbasso leggermente la testa in segno di assenso, come se fosse proprio così.