ricercando nell’antro oscuro
sonetto astrofico e catastrofico

in bilico tra il cedo e il credo
resto in gioco anche se non vedo
vie di uscita o tracce di vita
in questa strofa trita e ritrita
rincorro nella forma che mi piace
una gabbia in cui mi garbi stare
ma non posso ancor trovare pace
tra le onde di questo immoto mare
cerco il mio altare da immolare
un pensiero che sappia dominare
girando senza posa nella stanza
come se credessi in una struttura
mentre intorno tutto intorno danza
e non dura il verso che non dura

 [(c)(c) 2005 o 2006,
che non mi ricordo]

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