interludio senza parole
eccetto queste sei o otto
che ora diventano dodici

elaborazione grafica di gaetano aitan vergara

interludio di scarsa mole
nonché piuttosto stupidotto
e zeppo d’errori matematici
conditi di zeppe, zeppole
e orrori metrici
(perché, mi consenta,
son già più di trenta
e intanto che conto,
vanno oltre
le quaranta,
mentre l’alba
volge al tramonto
e la mente canta
fino alla parola
numero sessanta)