También el alba me habla de ti

mientras la mar sigue murmurando

y grita, aúlla y alborota el viento

Vorrei stringerti in un abbraccio, invece,

un abbraccio che porti via le incertezze

come riempie ogni anfratto la pece

senza lasciar spazio a vuoti o asprezze.

Vorrei sentirti poco a poco a poco,

come chi sa che è suo tutto il tempo.

Vorrei sentirti poro a poro a poro,

mentre ci avvolge lento e lento il vento

(y a mí esta cosa, sí, me vuelve loco.)

Vorrei pure cullarti come fa il mare

che non fa uso di nenie o fandonie;

e poi vorrei poter e saperci amare

senza tante scene, beghe e cerimonie.

E vorrei ogni volta lasciarmi entrare

come la corrente d’acqua del sempre mare,

e riempire ogni poro, interstizio o recesso

sempre per gusto, voglia e piacere, mai per possesso.

Quant’a te io vorrei, e vorrei tu volessi, se non proprio lo stesso

quel tanto di diverso che ravviva la pira dell’amore e del sesso.

E vorrei, vorrei, vorrei e di volere non son domo e non cesso…