Ecopoèdia 1987

– Specchio, specchio delle mie brame,
vecchio secchio di falso rame,
dimmi ora ciò che sarà
di mia stanca civiltà.

– Racchio vecchio pieno di fame,
scarabocchio di letame,
fatti subito più in là!
Non vedi che mi togli la vista
con la tua sete arrivista?

– Secchio vecchio, specchio babà,
sono io che d’acqua t’ho riempito
e questo è ora il tuo saluto?
Risponderò presto al tuo invito
rendendoti sordo, vuoto e muto.

– Oh natura, questo è impazzito,
se io finirò lui sarà finito;
finito, finito, finito..!

 

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