cadiamo, cadiamo, precipitiamo giù da grattacieli, alte rupi e nuvole, ma finché non ci sfracelliamo al suolo, non ci siamo fatti ancora niente, e c’è sempre la speranza che ci spuntino improvvisamente le ali, o che il suolo si faccia cielo e il cielo mare in cui nuotare e naufragare senza paura di cadere, cadere, inesorabilmente sprofondare come la pioggia torrenziale e la grandine che si frantuma sull’asfalto e si fa acqua perché acqua era che si asciuga al sole e torna niente come la cera sulle ali di Icaro che si acquattavano tra le righe di questo testo fin dalle prime parole e sono venute fuori ora che lentamente verso la fine del periodo cadiamo, precipitiamo e non ci siamo fatti ancora niente, perché niente fanno le parole che si asciugano da sole al sole, e nella testa non ti resta altro che la certezza che, comunque sia, ogni giorno, ogni momento, cadiamo, cadiamo e finché non ci sfracelleremo al suolo non ci saremo fatti ancora niente

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