A volte provo vergogna nel trovarmi tutto ripiegato sul mio privatissimo ombelico, 
a volte provo pudore persino a  ripiegarmi sul tuo.
Non so se capirai.

A volte ho paura che stiamo diventando il risultato di una catena di incomprensioni.
Ed evito di spiegare.

A volte vorrei che in ogni angolo del fronte occidentale
ci fosse un lavacoscienze in serena attesa accanto ad un semaforo.
Ne approfitterei per liberare le tasche da qualche monetina.

A volte gettiamo via cazzate che altri raccolgono come perle.
Ma questa è un’altra storia.

Altre volte temo che le parole si possano mettere davanti alla vita
e penso di accartocciare il monitor e gettare tutto nel cestino.