finché c’è vita, respiriamo ancora e continua a battere quella troia di tua madre che s’è portata a letto pure mio cugino che ora sta in America e vende mozzarelle agli americani fatte col latte liofilizzato, e chissà che schifezza che viene fuori, anche se magari, igienicamente parlando, è molto meglio di quella che mangiamo noi e producono a Cancello e Arnone o ad Acerra in mezzo alle discariche e a tutta quella diossina che sprizza dalla monnezza bruciata agli angoli delle strade, per non parlare dei cumuli di rifiuti speciali sotterrati nei campi dalla camorra, che quella la camorra mica si fa scrupolo di avvelenare i suoi propri figli, o forse non è esattamente così, perché è risaputo e ci sta scritto pure nei sacrosanti testi di Roberto Saviano che i figli dei camorristi più pesanti vivono a Oxford o se la spassano coast to coast negli Stati Uniti e si mangiano la mozzarella liofilizzata che produce mio cugino, quello che si è sbattuto quella troia di tua madre, che non ti pigliare collera se te lo dico che, tanto, basta che continua a battere, il cuore, e poi finché c’è vita e respiriamo ancora c’è speranza che qualche cosa possa sempre cambiare perché qui tutto cambia e dunque che io cambi non è strano e nemmeno mi si può fare una colpa se mentre penso una cosa ne penso un’altra e salto di palo in frasca e di Paladin in Frascati mentre mi riempio un altro bicchiere pensando che il tempo passa e non ci restano che pochi attimi eterni, che restano eterni finché durano e finche c’è vita e ci resta la speranza di respirare e pensare di sbattersi quella troia di tua madre, che sai che divertimento a pensare che tanti anni fa s’è portata a letto pure mio cugino che ora sta in America, e a me me ne importa poco di sapere dove cazzo sta ora, ma allora non teneva neanche tredici anni, mio cugino, e lo so che non sono fatti miei e infatti l’ho detto che me ne importa poco, e mentre lo dico me lo svuoto quest’altro bicchiere e voi penserete che è per questo che io scrivo così, perché bevo troppo, e invece io c’ho un controllo di me molto avanzato, per esempio, so benissimo dov’è che non c’ho messo lo stramaledetto congiuntivo e con chi vorrei stare ora, facendo cosa, e poi in questo momento, non ci crederete, ma sto scrivendo su una gamba sola e respiro, respiro ancora finché vivo e c’ho speranza, che quella è sempre l’ultima a morire, se uno non crepa prima che abbia il tempo di esprimerla, la sua fottuta speranza di restare in piedi finché c’è vita

 

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