Muito Romântico
sedicesimo frammento

Continuo a tirare petali… Un cimitero di fiori divelti nella mia stanza, e chiunque vi metta piede non può fare a meno di celebrare una prece.

[…] Col tempo, sai, col tempo tutto se ne va, e a me non resterà altro che raccogliere le tracce sparse sul pavimento. Cercherò di riassegnare un posto ad ogni singolo petalo nell’intento di recuperare la simmetria spezzata. Mi struggerò per ritrovare la corrispondenza tra le parti. Il rapporto armonico del petalo singolo col fiore del tutto; l’equilibrio perduto di un’ala infranta dentro il rantolo di un desiderio interrotto. Cercherò di ridarmi una parvenza di staticità nel tumulto che mi volteggia fuori e dentro. Poi continuerò a strappare petali e li computerò al contrario cercando di fottere la realtà dei fatti.

[…] Ma adesso dimmi dove sei, tu che hai saputo dare un senso al tempo e ai giorni miei. Dove sei, tu che nascondi il segreto e la mappa della ricostruzione? Dove sei? Che da solo mi sento smarrito e non so più andare avanti né dietro…
[…] Aspetto un tuo segno. Se ci sei batti un colpo. Un colpo ancora al centro del mio cuore. Oppure comparimi qui tra le lenzuola, nelle mie braccia vuote. Qui, avvolta intorno al mio corpo. […] Getta via questi fogli e la penna, getta via il tuo ritegno e il mio contegno, getta via il tuo passato e le nostre paure: stringiamoci così, ancora una volta per sempre per un attimo ancora.
Aspetto un tuo segno, una tua chiamata.
Aspetto te, tutta intera…

Oppure getterò tutto all’aria e mi metterò alla ricerca di un’altra te fuori di me o dentro di te. E non importa se questa volta cercando di fottere la realtà dei fatti rimarrò fottuto. Che fottuto è meglio che spento, o finito.

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