Vent’anni dopo – Variazioni su tema

disegno di gaetano aitan vergara (c) 1987

Lettera d’amore di un tifoso pentito-ma-non-troppo (versione sportiva)

A te che ti spiegai che una partita senza ritorno non è una dipartita, ma un incontro di calcio giocato su un solo campo e senza rivincita.
A te che mi dicevi che il mondo è una palla e non un pallone.
A te, che non hai mai capito le regole del fuori gioco e non distingui un arbitro da un guardalinee.
A te che credevi che "fare un fallo" fosse un’impresa da scultori del cazzo.
A te, a te che mi hai detto che il tifo è una malattia infettiva dalla quale intendi prendere le distanze.
A te che guardavi solo le magliette e le gambe nude sotto i pantaloncini bianchi.
A te che ho preso a calci nel sedere per vedere se fosse abbastanza gonfio.
A te che vuoi lasciarmi in zona Cesarini alla vigilia del grande evento e non vuoi più farmi un figlio campione.
A te, prometto che eliminerò il calcio dalla mia esistenza; ma ti prego non espellermi, non espellermi dalla tua vita.

gaetano vergara (c)(c) 1987 già pubblicato in lettereinrete

disegno di gaetano aitan vergara (c) 2007

…pentito-ma-non-troppo (versione colta – venti anni dopo)

non è che io ti trascuri e non ti ami abbastanza, in realtà io ti amo più di quanto potrei amare qualunque altra donna, epperò a un dato momento dell’esecuzione c’è qualcosa che si inceppa tra il mio cervello e il cuore e non mi fa più andare avanti né indietro, come un vinile incantato sulla stessa sequenza di note, perché dentro di me c’è tutta una dinamica dei sentimenti, forte, piano, pianissimo, andante, maestoso, allegro, allegro ma non troppo, di cui io parlo e straparlo ma non ho mai capito fino in fondo, anzi forse la verità nuda e cruda è che io non ci ho mai capito niente, altrimenti mica starei qui a scrivere queste sciocchezze e a confondere dinamica e indicazioni di movimento da eseguire a velocità più o meno sostenuta: perché questo sono “andante”, “allegro”, “moderato” e via dicendo, e a dirti il vero già mentre lo scrivevo m’era venuto il dubbio che stavo facendo confusione, come quando, nell’eseguire un pezzo a prima vista, ti fai prendere dalla foga e cominci ad andare avanti senza pensare più alla partitura, e magari non è escluso che tante cose le indovini pure, perché ci sono frasi che se le cominci in un modo per forza in un altro predeterminato modo devono andare a finire, per lo meno dentro quel contesto, ma questo non vuol dire che non si possa compiere una trasgressione che ci porti fuori dalle regole apprese dell’armonia e ci proietti in un’altra dimensione, né va ignorato che codesta trasgressione, se risultasse essere capace di suggerire anche negli altri le suggestioni giuste, potrebbe farsi col tempo anch’essa regola di un’armonia a venire; la stessa cosa che potrebbe accadere tra di noi, tra me e te, amore mio, infatti io sono del tutto convinto che potremmo essere anche noi creatori e custodi di un’armonia nuova, se solo tu non stessi sempre a dire, ripetere e insistere ostinatamente che io ti trascuro per la musica e che non t’amo abbastanza, nemmeno un quarto di quanto sono preso, catturato e irretito dalle sette note (che poi dovrei ricordarti che le note non sono affatto sette; pensa tu che se solo considerassimo i semitoni della scala cromatica già arriveremmo a dodici, per non parlare dei quarti di tono e di tutta la problematica della musica microtonale che per il momento ti risparmio, perché ti voglio bene e non ti voglio ulteriormente angustiare; …e tu, invece, di tutta risposta te ne vieni candida candida con questa vecchia solfa che ti trascuro e non ti amo abbastanza, mentre invece io in realtà ti amo più di quanto potrei amare qualunque altra donna e mentre parlo vorrei che tu ti alzassi la gonna e cambiassimo musica e andamento, anche per un solo momento, o per tutta la vita, come una melodia perpetua che non ti stanchi mai di suonare, sentire e risentire tra le pareti della stanza e quelle del tuo cervello che è bello, che è bello, che è bello)

disegno di aitan gaetano vergara (c)(c) 2007

gaetano vergara (c)(c) 2007

 

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