la foresta nel naso

Lo sa tutto il mondo che non si vive di solo pane: si vive anche di cocaina. […]
Rina, […] se la prende a colazione, pensando a Gastone. […]
Ventidue lire al grammo, l’ho pagata ieri sera!
Sessantasei lire per vivere tre ore!
Ci mancava anche la crisi della cocaina
!”.
(Ettore Petrolini, 1915)

Mi sembra una metafora dei nostri tempi. Lo leggevo la settimana scorsa sul Corriere. Ogni sniffata distrugge 10 metri quadrati  di foresta amazzonica colombiana. Ogni ettaro di coltivazione di coca porta al disboscamento di quattro ettari di bosco, senza contare l’inquinamento delle falde acquifere causato dall’uso indiscriminato di solventi necessari per la raffinazione. Se ne va a fare fottere, attraverso i malandati nasi dei nostri amici, uno dei polmoni della terra. (L’altro va in fumo giorno per giorno per creare l’energia utile a spostarci, starcene comodi e temperati e muoverci senza posa da qui a lì e da là a qua.) Anche questa è globalizzazione, baby.

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