Muito Romântico
diciannovesimo frammento

Da allora faccio mille cose. Vado avanti e indietro. Salgo, scendo e cerco parcheggio. Gonfio palloncini e soffio il vetro. Mi diletto e mi dileggio. Vedo gente, tanta gente, ma non mi fermo davanti a nessuno e non mi soffermo su niente. Frequento teatri e palestre. Qualche volta faccio l’orso in uno zoo e sogno un ingaggio al circo equestre. Mi tengo in forma col footing e lavoro a più non posso. Passo da una riva all’altra e mi affaccio a centinaie di finestre diverse, anche se fuori mi sembra tutto lo stesso. Spesso leggo libri e giornali, sfoglio enciclopedie, divoro riviste specializzate e indugio sulle figure femminili dei fumetti argentini e giapponesi. […] Ogni giorno alterno flessioni a riflessioni e sorrisi a pianto. Pianto fiori a febbraio che raccoglierò tra aprile e maggio. Piango fuori al pollaio sperando di diventare un po’ più saggio. Viaggio, viaggio molto: Olanda, Uzbekistan, Uganda e Barcellona, anche Barcellona finalmente. Ma le considero tutte distrazioni. E non riesco a distrarmi da te nemmeno per un momento.

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