Il raggiungimento della conclusione
(mentre dicembre sta finendo e un anno se ne va)

Basta, ho deciso, chiudo! Ci stavo pensando da un bel po’, ma fino ad ora non riuscivo a giungere a una risoluzione così ferma e decisa. Forse non sentivo ancora crescermi dentro quest’impulso così prepotente da spingermi all’azione e non lasciare entrare più niente e nessuno.
Sono stato lì lì una decina di volte, però poi mi sono sempre trattenuto. Ma adesso no, adesso è diverso, devo chiudere e chiuderò; è venuto il momento; la faccio finita! Non ha senso restare aperti se ci si sente costantemente in balia delle correnti e di tutto quello che viene. E poi mi girano già intorno troppi segni che mi sussurrano e gridano che questo non è il tempo adatto per esporsi tanto. Questi sono tempi da piloni nel deserto e torri d’avorio. Sì, sì, è giunta finalmente l’ora di non lasciare entrare più nessuno, qui dentro, e nemmeno un alito di vento o la coda lunga di uno spavento. In questo stesso preciso istante mi alzo in piedi e accosto la stramaledetta porta che sto pensando di serrare già da un paio d’ore, ma non mi veniva fatto di alzare il culo dalla poltrona. E già che ci sono, chiudo anche le finestre. Ché tante volte si chiude una porta e si spalanca un portone. O centinaia di imposte. Dirette o indirette.
Deh!

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