L’aveva appena accompagnata alla stazione. Lei era partita e lui passeggiava tra i vagoni cercando di affogare i pensieri tra i rumori di ferraglia, il vocio della gente e le stupide canzoni diffuse dagli altoparlanti di ogni binario. Improvvisamente fu assalito da una voglia improcrastinabile, un desiderio impellente. Senza pensarci due volte, corse verso la prima carrozza che gli capitò sotto tiro spintonando donne, uomini, vecchi e bambini sul marciapiede e sul predellino.
Non ebbe neanche il tempo di mettere il piede nel vagone, che le porte si chiusero alle sue spalle. Lui, come attratto da una forza superiore, corse nell’angusta ritirata della prima carrozza e cominciò a dare sfogo al suo bisogno di liberazione, senza preoccuparsi di dove l’avrebbe portato quel treno.


(Mi permetto di scherzarci, sul 25 aprile, perché l’antifascismo è una delle poche cose in cui credo. E poi è più che mai lecito dissacrare in quest’Italia che vola libera, bella, unitaria e democratica lontano dai vecchi regimi e dalle scorie del passato.
È bello assai, bello assai, bello assai, sai sai vivere nel migliore dei paesi possibili e desiderare di restarci senza che nulla cambi e tutto resti come prima, più di prima, ti amerò. (Benedetta Flounder, cosa c’era ieri in quel Nero d’Avola e a condimento di quegli splendidi peperoni in agrodolce? ;o))



Aggiornamento del giorno dopo la liberazione

Ieri ho visto il telegiornale delle 13 di Rai2: una manciata di secondi per la Festa della Liberazione, con tanto di Alemanno che spiegava che il 25 Aprile è stato il giorno dell’affrancamento da tutti i totalitarismi, di destra come di sinistra (boh?); e poi via, per tutto il resto del tg, a dire di stupri, violenze e dagli all’immigrato. Le elezioni nazionali le hanno vinte e la monnezza è già sparita dalle strade di Napoli e provincia; almeno in tv; perché io quando mi trovo a passare per Afragola e Casoria vedo ancora montagne di sacchi e sacchetti. Ma lo spettro della violenza immigrata è più funzionale alle elezioni romane di domani e alle misure repressive del governo a venire. Ci governa la paura.

Viva l’Italia, l’Italia liberata, l’Italia del valzer, l’Italia del caffè.