In Italia gli infortuni mortali sono ogni anno circa 1300, ovvero circa 4 al giorno.

Eccolo il dio dei denari
Che brucia vite e ne fa scorta
Macchina viva, carne morta
Non tutti gli umani sono uguali
Eccolo il dio dei denari

(Marco Rovelli,
Il dio dei denari, canzone)

Ieri, come preludio all’odierna festa dei Lavoratori, Mimmo Giuliano (regia), Antonietta Pellicanò (voce narrante), Rosaria Giuliano (cantante), Pasquale Vergara (chitarra) e io (voce narrante) abbiamo tenuto una lettura pubblica davanti a un centinaio di operai, precari, iscritti e delegati sindacali, cui si è aggiunto uno sparuto gruppo di studenti della scuola che ci ha ospitato.

Dopo Strange Fruit, Miniera, il reportage di Ezio Mauro sui superstiti della Thyssenkrupp  e ‘A Flobert dei Zezi, abbiamo chiuso la rappresentazione con qualche brano tratto da “Lavorare uccide” di Marco Rovelli (aka Alderano), e le parole di Marco hanno aggiunto dati dolenti e contundenti alle emozioni suscitate dalla prima parte della rappresentazione, incentrata su un evento che ha avuto un forte risalto mediatico, ma che può rischiare di essere considerato come un unicum.

Mi auspico che chi ha assistito a questo evento non abbia fatto solo un’esperienza catartica; perché tante volte la catarsi può essere un modo come un altro per autoassolversi e tirarsi fuori liberandosi dagli spettri della realtà. Vorrei che le parole che abbiamo detto e cantato ieri, insieme a quelle che rimbalzeranno oggi tra piazze e tv, possano servire come una spinta ad agire nel proprio quotidiano e a difendersi quando c’è da difendersi; porca miseria!

Annunci