ecosistema
(apologo degli ultimi battiti)

Stanno morendo ad uno ad uno. È una tragedia che si consuma al di sopra dei nostri occhi, ma siamo in tanti a sapere che stanno crepando ad uno ad uno, stramazzati al suolo e ruzzolati giù dalla Montagna come tronchi spezzati, come mele marce, come castagne secche. Si stanno spegnendo uno alla volta come si fa anche noi qui da basso ed in molti sentiamo in cuor nostro che si va spopolando il cielo, anche se non osiamo dirlo, timorosi delle conseguenze che possono avere le nostre parole sulla realtà e su tutta quanta la fisica, la metafisica e la cosmologia.
Si stanno estinguendo ad uno ad uno, come fiamme al vento, e tutto è cominciato con la moria delle api.
Al principio eravamo scettici, stentavamo a crederci, ma adesso che stanno crollando uno per uno, siamo costretti a rivedere le nostre teorie teologiche e cosmogoniche; adesso che li vediamo finire come fossero fatti della nostra stessa materia e carne, non possiamo che rivedere i nostri punti di vista e riscrivere la realtà così come è e dovrebbe essere.
Li avevamo sempre creduti immortali. Inesistenti o immortali. Ma adesso stanno morendo uno per uno… I primi sono stati Yama e Dike-Astrea, poi è stata la volta di Ame-no-Uzume, Snotre e Dioniso-Bacco. Da ieri, si è sparsa la voce che stanno molto male anche Tlaloc e Amon, e pare che perfino Balam, San Ciro e le furiose Erinni siano ormai esausti. Noi credevamo fossero immortali, ma il segreto era tutto nel miele, e ora stanno morendo uno ad uno, porco Thanatos e maledetto Śiva (che tanto, prima che il drago dell’apocalisse sputi dalle sette teste il suo fuoco, ci troveremo senza protezioni e scoccherà anche la nostra ora, travolti dall’estinzione dell’ultima ape maya)!

 

 



Ipotesi di commento proveniente da nord di Gaeta
(ovvero, come agitare la propria coda di paglia davanti agli esercizi di semplificazione e produrre futili sbuffi di vento)

Eccoli qua, eccoli qua questi fottuti intellettuali della Magna Grecia, eccola qua questa cazzo di borghesia napolana che si mette a discettare di metafisica ed estinzione delle api mentre la loro regione sta crollando sotto quintali di immondizia e rischia di trascinare nel baratro dei loro liquami tutto il Paese.
Ma possibile che non si rendano conto? Ma lo vogliono capire o no che debbono cominciare a confrontarsi col mondo?
Che si diano una mossa, che si sveglino dal loro torpore e la smettano di scrivere boiate incomprensibili! Scendano in piazza, piuttosto, e spieghino alla plebaglia come stanno le cose. Che smuovano i culi dalle loro sedie, dalle loro poltrone, dai loro tronetti di quartiere! Non possono starsene più tutto il tempo a grattarsi l’ombelico aspettando che noi risolviamo i loro problemi… Con quello che costerà tutto sto benedetto piano di emergenza… Tutti soldi sprecati. Povera finanza pubblica! Povere tasche mie! Un’altra cazzo di Cassa del Mezzogiorno. Un altro buco senza fondo.
Quando ci penso, mi arrabbio per davvero. Che facciano dell’Etna e del Vesuvio i loro inceneritori e si buttino tutti dentro, questa ignobile massa di scansafatiche, debosciati, depravati, ladri di polli, camorristi e africani dalla pelle quasi bianca.
Vedrete come la sapremo ripopolare noi la loro terra di pomodori, olive, fichi d’india e sole! Il Padreterno dà il pane a chi non ha i denti, ma la Lega ristabilisce l’ordine e la disciplina. Per Diana, è venuto il momento di mettere le regole e portare a sud un po’ di civiltà; e non ci fermeranno certo quattro manifestanti, un paio di anarchici e un gruppuscolo di camorristi insubordinati.


 

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