Etsi Deus daretur
Piccole teologie della negazione

160208
Se esisti e puoi fare qualcosa e te ne stai lassù a guardare come un coglione con le mani in mano e senza battere ciglio né dire una parola, allora sei un inetto o un sadico di merda, e io spero che finisca presto il tuo fottuto spettacolo da quattro soldi; ché io mi sono rotto le palle di muovermi e sbattermi come un dannato per dare sfizio a te.

070408
Ahi, se tanti prelati e porporati vivessero, etsi Deus daretur, come se Dio esistesse!

030808
Che poi negli ultimi tempi mi torna spesso un pensiero… E se ognuno di noi avesse a disposizione un determinato numero di anni, mettiamo 100, tanto per fare un esempio, e di questi 100 siamo destinati a viverne un tot qui, in modo più o meno affannoso, e un tot dall’altra parte, in un clima di gioia, allegria e passioni da paradiso mussulmano.(*) Immaginate, dunque, che io e voi siamo così coglioni da affannarci a tenercela stretta stretta, questa vita, e invece tutto il bello ci aspetta da quell’altro lato e noi, quaggiù, ci stiamo pure consumando il nostro bonus giorno per giorno, contenti di esserci svegliati un’altra volta e sentire ancora i nostri passi risuonare su questa maledetta terra…
Che enorme inculata sarebbe questa vita!
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(*) Parlo di paradiso mussulmano perché quello cristano esercita su di me un fascino pressoché nullo; ma se a voi piace l’idea di vivere in un’atmosfera di serenità perenne e immobilità assoluta, liberi di immaginarvi il prosieguo del percorso in un’altra vita cristiana, cattolica, apostolica e romana.

050808
Ok, è chiaro, ho bisogno di staccare. È stato un anno lungo e faticoso. Comincio a uscire fuori di senno… Bisogna assecondare i segni che vengono dal nostro corpo e dalla mente che vi risiede.
Sto pensando di ritirarmi in mistica meditazione nella cella di un monastero. Possibilmente ortodosso. In onore delle mie amiche serbe, rumene ed armene.
Devo solo decidere se la mia stanzetta debba inerpicarsi sul cucuzzolo di una montagna vista nuvole o restare adagiata sulle rive del mare, col sottofondo dello scroscio delle onde sugli scogli. (Ho sempre pensato che si sente più forte la voce di Dio nel fragore delle onde e negli strepiti della tempesta.)

 

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