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Beatus Illy
(sed etiam Beati Kimbus et Aloia)

Beati gli uomini capaci
di creare senso
e sensi suscitare
percorrendo il cammino
fino alle estreme conseguenze.
Costi quel che costi.

Beati quelli che non hanno fedi
ma credono che sia loro dovere
spargere bene,
perché il bene
resta, torna
e molti semi sparge.

Beati quelli che sanno
che è tutto un gioco
ma non perdono
il gusto di giocare.

E beata te, sverginata Maria,
che continui a bere il tuo caffé
anche se aumenta l’inflazione
e il debito pubblico è alle stelle.

tazon, tazon, taza de mi corazon (c)(c) de gaetano aitan vergara

Per nulla beata, invece, quell’altra non-mi-importa-se-vergine Maria, che continua imperterrita la sua litania come la pupazza più sciapa e pazza che ci sia.
Ma no, no, mi avete frainteso, smentisco ogni mia precedente dichiarazione, io resto critico con ogni sua idea ed opinione, però non intendo affatto offendere la persona in quanto persona, ché tanto lei s’offende già da sé ogni volta che vomita fuori qualche parolona con quell’aria da musona bacchettona impettita bambolona dall’alto della sua (ma-come-cacchio-c’è-finita-lì?) immeritata poltrona.

(E s’io fossi un sessista d’altra zona direi senza alcuna esitaziona: “Fosse almeno, come l’altra, una bella figona e non una minestra senza sale e finocchiona, di quelle che ti rovinano la digestiona ogni volta che la loro voce ti bastona, e te l’immagini prona, aggiogata ai tuoi ordini come una squallida battona asservita alla legge della mona, ché al buio fa bona anche la ministra meno bona…”.
Mio dio, che ho detto, sarà la notte, ma qui è tutta ‘na granda confusiona, e mo’ finisce che si mischia pure la lana con la seta ‘bbuona.)

Arrileggerci domani e graziassaje per la vostra attenziona!

 

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