Io sono qui che scrivo, scrivo e mi chiedo dove andremo a finire, intanto che a pochi metri dal mio piccì Luigi Cesaro, cavallo vincente del piddielle provinciale, parla al suo popolo insieme a una ciurma di politici, politicanti e politicastri locali riciclati da centri e sinistre. La ministra Carfagna, annunciata sui manifesti come una diva in tournée, non è potuta venire. La gente maschera la delusione seguendo la traiettoria dei fuochi d’artificio che ora rimbombano nella piazza. Tra i botti, qualcuno grida Viva Berlusconi, viva la libertà. Nell’aria scroscia una caterva di applausi, mentre a me mi si scrosciano i maroni.
Pensavo che non se ne facessero più di comizi, pensavo bastassero le televisioni e i porta a porta.

Si sta chiudendo la campagna elettorale, questi sono proprio gli ultimi fuochi. Il comizio è un comizio alla vecchia maniera, molto gridato e pieno di avverbi che finiscono in mente, mente, mente. Per un attimo mi affaccio alla finestra per aggiungere qualche immagine al sonoro: la gente in piazza è poca. Ormai il popolo vota, li vota massivamente (mente, mente, mente), ma non sa nemmeno più perché; seguono il flusso, il mandriano del gregge, quello che la spara più grossa.
E’ una vecchia storia, e io non so come andrà a finire né vedo vie di uscita. 

Provo a distrarmi ripensando a un articolo che ho letto sul Corriere: David Carradine è morto, ieri, alla veneranda età di settantatré anni, per un gioco autoerotico. (Bondi, invece, è vivo e fa il ministro della cultura di questo scalcagnato paese). L’attore è stato trovato con una corda intorno al collo ed una intorno ai genitali. (El País stamattina ha pubblicato cinque fotine di Villa Certosa; la più cliccata mostra un cazzo eretto e una faccia oscurata). Le due funi calavano da un attaccapanni. L’hanno trovato in una stanza di un lussuoso albergo di Bangkok.

Ecco, a me piacerebbe tanto averci un presidente settantatreenne che fa giochini autoerotici con corde e attaccapanni in una camera d’albergo.
Mi piacerebbe tanto avercelo, avercelo, avercelo, e non avercelo più.
Ma so bene che nemmeno questa sarebbe una via di uscita e continuo a chiedermi dove andremo a finire, mentre la folla si allontana dalla piazza, Cesaro si prepara a raggiungere un altro comizio e io penso che, ovunque sia, ovunque andremo, mi piacerebbe portare con me un grappino, una chitarra e un paio di amici.

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