Due composizioni tardo settecentesche
scritte negli anni ’80 del XX secolo

(perché non si può parlare sempre
e solo di passione, amore e politica)
*

I – [senza titolo]

Ogni cosa ha due lati,
ed ogni lato ha due lati,
ha due lati, ha due lati
(qualche volta
casualmente
correlati).

–oOo–

II – L’infinito euclideo (’88 hh)

Per un punto
passa un numero
di rette
che non finirai
di contare.
Infinita
è la realtà
se alzi lo sguardo.
Per due
una e una sola
retta – infinita.
Passa l’infinito
per due punti,
passano gli infiniti
per uno.
Infinita
la realtà
se alzi lo sguardo.
Per due punti
passa una sola retta e
infinite curve
che si intrecciano
in una rete
infinita.
Infinita la realtà
finito lo sguardo.

P.s. Né finita
la tua immagine
in tra de specchi,
se riesci
a immaginare.


* Anche perché a quei tempi nella mia vita non c’eri né tu né Berluscass né questo suo regno che pare infinito.

(Ma siccome ogni cosa ha due lati, io non smetto di sognare che si sia finalmente giunti al finale dell’utilizzatoRe.
Al Capone chiuse la sua parabola per una questione di tasse, Alì Ber Loscone la chiuderà per una questione di mignotte. Un argomento su cui il Ministro delle Pari Opportunità prima o poi dovrà pur spendere un paio di parole. Nel suo ruolo istituzionale, intendo, non in quello di ex favorita.)

(Epperò,
la vera tragedia
di questo paese
è che
morto un papi,
se ne farà un altro)

((Quanto a te, già sai…))

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