Comunista come l’acqua che scorre da tutti i rubinetti

Forse, Saramago, sono comunista anch’io,
perché vorrei che l’acqua potesse arrivare
a tutte le case
e sgorgare limpida e buona da bere
così come è,
senza filtri, additivi e infingimenti.

Forse sono comunista anch’io,
perché non vorrei più vederla imbottigliata
in assurdi contenitori di plastica ed etichettata
con improbabili specchietti per gli allocchi.

Forse, Saramago, sono comunista anch’io,
perché mi scandalizzo quando penso a
tutto il denaro che spandono e spendono
per indurci a bere proprio quella bottiglia lì
perché fa plin plin, plon plon, plun plun
e la beve pure quello là
che esce tutti i giorni in televisione
ed ha la tipica faccia da paraculo
di chi mangia solo a ristorante
e versa brocche di cristallo
in bicchieri di plastica.

Forse, ora, sono comunista anch’io,
perché mi incazzo come un tuareg assetato
quando penso che convincerci a comprare 
l’acqua che era nostra e di tutti
ha aiutato qualcuno
il cui nome mi fa male ricordare
a costruire un impero in cui io sono suddito
e lui satrapo, sultano e imperatore.

Forse, Saramago, sono comunista anch’io,
perché non vorrei più vedere camion di bottiglie
scorrazzare per il paese da nord a sud e da sud a nord
e quintali e quintali di plastica che invadono le strade
nell’attesa di un riciclo che non si può fermare.

Forse sono comunista anch’io,
e brindo alla tua salute con un altro sorso
di rosso buono bevuto direttamente
dalla bottiglia di vetro riciclato e puro
che passo al compagno
che mi siede accanto
per allargare il giro

(perché l’allegria è un bene
che più lo condividi,
più si moltiplica
e ti ritorna
grato)


..
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