M.A. 121-180 d.C.

Ripensa, ad esempio, all’epoca di Andreotti. Vi troverai tutte le stesse cose che capitano anche oggi: gente che si sposa, alleva figli, si ammala, muore, combatte, celebra feste, commercia, lavora la terra, adula, fa l’arrogante, sospetta, tende insidie, si augura la morte altrui, si lamenta del presente, ama, accumula ricchezze […]. Eppure non è più nulla in nessun luogo tutta la loro vita.
Passiamo poi all’epoca di Craxi: di nuovo tutte le stesse cose; e anche quella vita ora si è spenta. Considera allo stesso modo tutte le testimonianze di ogni altra epoca e nazione, e guarda quanti, dopo tante lotte, sono caduti in un istante, dissolti negli elementi che li costituivano. […]
Tutto rapidamente svanisce e diventa leggendario, e sarà presto a sua volta sepolto nell’oblio più completo. Questo io dico, naturalmente, di coloro che ebbero fama straordinaria, giacché gli altri, esalato l’ultimo respiro, sono “scomparsi ignoti”.


Pensieri
, Libro IV, 11
 
 

Sono parole di Marco Aurelio scritte un centinaio di anni dopo la crocifissione di Cristo, ma attuali come se fossero state scritte prima, molto prima, o molto dopo; oggi, domani.
Io, ogni tanto, mi distraggo leggendo le pagine di destra di qualche libro mentre sbircio a sinistra, tra i caratteri greci, segni che aiutano a spostarmi altrove per capire meglio la realtà in cui vivo, le stasi e i cambiamenti che ci attraversano.
I Pensieri dell’imperatore sono uno di questi libri mezzo-greci che mi piace sfogliare per compiere questa operazione. 
Va beh, l’ammetto, in questo caso ho attualizzato un po’ il pensiero del buon Marco, ma c’è voluto poco: mi è bastato sostituire Traiano con Craxi e Vespasiano (quello dei benedetti orinatoi pubblici sparsi per la città) con Andreotti (quello dei maledetti segreti che non si sveleranno mai).

Ma non è questo il punto, il punto è che se sono finiti loro, se sono finiti i faraoni, i cesari, i satrapi, i napoleoni, gli zar, gli al capone, gli hitler, i franco e i mussolini, prima o poi finirà pure questo cosetto qua che impera, manovra e fa il gradasso dal sud di Lampedusa al nord di Chivasso. E che casso!

Non immaginare le cose come le giudica il prepotente o come egli vuole che tu le giudichi, ma sappile vedere come effettivamente sono.


Pensieri
, Libro IV, 11

Considera la rapidità con cui l’oblio avvolge tutte le cose; l’abisso del tempo infinito, del prima e del poi; […] lo spazio angusto in cui è confinata la tua fama. […] 
La terra intera non è che un punto, di cui il luogo che tu abiti non è che una frazione […]
Tutte le cose che ora vedi muteranno in men che non si dica e non esisteranno più. Di quante trasformazioni sei già stato testimone anche tu!
Pensaci continuamente.
L’universo è cambiamento; la vita, opinione.


Pensieri
, Libro IV, 3
 

E io sono qui che aspetto il cambiamento, aspetto il cambiamento, aspetto il cambiamento, aspetto il cambiamento, aspetto il cambiamento, aspetto il cambiamento; cambiamento…

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