Muito Romântico
trentottesimo frammento

Si vive attaccati, in due come si fosse uno, per un tempo interminabile, e poi ci si incontra per strada e ci si scambia un cenno di saluto chinando la testa e abbozzando un principio di sorriso senza dire niente, come due conoscenti che si incrociano qualche volta sulla tromba delle scale e non hanno mai avuto voglia di scambiarsi una parola. Si vive attaccati, uniformando anche il ritmo del respiro e i battiti del cuore e poi, un bel mattino, ci si sveglia ognuno nel proprio letto, in due case differenti, sotto le nuvole di un’altra città e la luna di un altro paese. Si vive attaccati, in due come si fosse uno, per un tempo interminabile che all’improvviso termina come ogni cosa, e si finisce perfino per farsene una ragione, convincendosi che forse è meglio così. Si vive, si vive attaccati senza tregua, sotto il fuoco di bombe che piovono da non so dove e proiettili che arrivano da ogni direzione. Si vive attaccati senza tregua, e qualche volta si perde anche la voglia di schivarli, i colpi. Perchè in un giorno così, potresti pensare di buttarti nel cuore delle deflagrazioni, perfino, per lasciarti esplodere tra il fuoco di ricordi che fanno solo male.

Si vive attaccati, e poi ci si incontra per strada e ci si scambia un cenno di saluto chinando la testa come due conoscenti che si incrociano sulla tomba delle scale e non hanno nulla da dire.

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