Non statevene buoni, non potete!

In mezzo a tante terribili notizie di un’Italia fracassona e corrotta, leggo che la Commissione UE ha dato il via libera alla patata geneticamente modificata dalla Basf…. Dalla Basf? Come dalla Basf?
Immagino patate minuscole fatte apposta per entrare in cassette C60, C90 e C120 e penso, con un po’ di malinconia, che questa la capiranno solo quelli nati prima degli anni ‘90. Gli altri sono stati già modificati…

Per chi ha occhi per vedere e orecchie per sentire, le mutazioni sono più che evidenti già a un primo superficiale ascolto della realtà in cui viviamo. Basta saper sentire. Intorno a noi si sta perpetrando uno spaventoso impoverimento delle capacità linguistiche delle vecchie e nuove generazioni. Dopo i congiuntivi, muoiono ogni giorno migliaia di parole. Si rischia l’estinzione di interi campi semantici e famiglie lessicali. L’italiota medio comunica con un patrimonio di vocaboli sempre più limitato. Gli aggettivi lentamente si ridurranno a due, massimo a tre: buono / brutto / cattivo; salvo i dimostrativi e i possessivi, ogni giorno più usati, usurati e diffusi (è mio, è mio, è mio; anvedi questo; anvedi quello; passami quer coso; oh, hai visto come è bbona quella; oh, hai capito ‘sto tipo?; questi ci hanno rotto, quelli so’ brutti e cattivi, i nostri sì che so’ bboni, bboni, bboni!).

Seguendo la linea imperante della banalizzazione, diventa sempre più scarno ed emaciato anche il linguaggio dell’informazione. Sarà per questo che i Minzolini strombazzano di assoluzioni quando dovrebbero sussurrare di prescrizioni e si dice in giro che Strasburgo benedice le ragioni dell’Italia sul crocefisso in aula, laddove è stato solo accolto un ricorso; troppo difficile spiegare alla plebaglia minusparlante cosa sia un ricorso o una prescrizione. E sarà anche per questo che ogni giorno si riduce la politica alle categorie primarie del bene e del male e si tacciono le complesse motivazioni della crisi in atto; come se, smettendo di parlare dei problemi, questi si potessero risolvere da soli, come per incantamento. (In fondo, non parlare di recessione fa comodo solo al sultano e a chi condivide con lui briciole di potere; perché, loro sì, possono restarsene immobili, come se niente fosse, anche in virtù del fatto che nei palazzi, nelle ville, nei salotti e negli attici che bazzicano non ci sono inoccupati, disoccupati, cassintegrati e indigenti in cerca di cibo.)

Un popolo così povero di parole è molto manipo-labile. Cotanta ignoranza fa comodo al potere assoluto che governa la nostra vita e le nostre coscienze.
Forse dovremmo sforzarci di diventare sempre più difficili, altro che semplificare, facilitare, ridurre all’osso e perdere tutte le sfumature del senso, così, semplice-mente…

Intanto, noi (voi e io) ci trastulliamo tra queste pagine virtuali come novelli carbonari, e qualche volta le nostre parole rimbalzano anche fuori dalla rete. É capitato anche a un mio raccontino, raccolto dall’infaticabile Barbara Garlaschelli. Ora è sul suo blog. Dopodomani sarà on air, letto in una radio che promuove un nuovo stile di vita e un modello economico ecocompatibile. 

Il gioco, dedicato ai racconti brevi, parte dalla canzone di Gaber “Illogica allegria”:

Da solo
lungo l'autostrada
alle prime luci del mattino.
A volte spengo anche la radio
e lascio il mio cuore incollato al finestrino.

Io, però, nel raccontare la mia storia breve, ho preferito mettermi dalla parte che più mi compete, la parte del pedone.

Appendice di sabato, 06 marzo 2010
É possibile ascoltare Cieli negati, il racconto di cui sopra, insieme ad altri 4 letti da Basilio Santoro nella corso della trasmissione Illogica Allegria trasmessa a Radio LifeGate ieri.

 

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