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Muito Romântico
quarantuduesimo frammento

il mattino che mi hai ammazzato
e poi ti sei avvicinata lenta
al mio cadavere riverso sulla
spiaggia e gli hai chiesto scusa mentre
una lacrima, una e una sola,
furtiva t'illuminava lo sguardo
che mi aveva illuso tanto, quel
mattino, quel mattino ti dicevo,
è calata la lunga notte della
tristezza tua senz'argini e confini,
e io sono rimasto al buio a
guardarti scomparire nelle pieghe
del silenzio che riempio di parole
come queste, vane vacue e vuote,
vuote, vacue, vane e vuote, vuote…
come questo cuore* che vuole te
e solo te, anche se può far male
una spada conficcata tra l’aorta
e le corde della fonazione


* cuore, oppure corpo, oppure muscolo, oppure cadavere, oppure corpse, oppure coso, oppure…
va beh, la pianto qui e lascio a te la scelta, gentile lettrice, caro lettore, innominato passante.


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