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Interludio statistico

Sei intervistati su sette pensano
che sette persone su otto ritengono
che otto persone su nove credono
che dieci sondaggi su dieci
sparano solo cazzate senza senso.

Secondo una recente ricerca, l’82% delle indagini statistiche sono false o per niente attendibili; il restante 18% riporta numeri a casaccio inventati di sana pianta per giustificare un pensiero, un’ideologia, un prodotto o l’esistenza stessa dei ricercatori.
Eppure, chiamatemi pure qualunquista, ma io trovo attendibile l’analisi secondo la quale il 75% dei nostri governanti ruba e fa affari illeciti, in Italia. Il resto ruba in Europa o in altri continenti.
Detto questo, non ho altri numeri da darvi, sono solo certo al 100% che niente è inconfutabilmente assodato, in questo mondo, e certezze assolute non ne esistono. Salvo il fatto che io potevo farne a meno al 100 per 100 e al 1000 per 1000 di questo post (ma anche all’1 per 1, volendo…).
A proposito, la sapete quella di Jack che perde una gamba in guerra e John lo consola dicendogli: “Pensa che ora hai il 50% in meno di possibilità di inciampare…”?

E non vi ho parlato di polli statistici a mezzo ciascuno, dove io ne mangio uno e tu nessuno, né di uomini che stanno mediamente bene con la testa nel forno e i piedi nel frigorifero. Se no viene qualcuno e dice che al 99,9% questa cosa l’aveva già sentita da suo nonno che al 99,8% l’aveva sentita da suo zio che al 99,7% stava a scuola con un tale che con ogni probabilità era vegetariano e non aveva nemmeno un frigorifero, però raccontava storielle da impazzire. Mica sciochezze e numerini senza un senso rivelato alla ragione.

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