Tag

Asfalto d’Agosto
 
Cammina lento con la testa abbassata e lo sguardo puntato sull’asfalto bollente di agosto. Cammina mesto mentre dietro di lui le macchine strombazzano impazienti e i passanti gli sfilano davanti indifferenti. Cammina con una corda legata al collo, l’elefante, e io sono il solo ad essere sorpreso dalla sua presenza imponente che fa piccola e nuova la strada di casa mia.
 
Anche stasera saranno in pochissimi ad applaudire sotto quel tendone e il domatore, nervoso, schioccherà con più forza la sua frusta sul suolo polveroso e sulle rughe scavate nella sua pelle di colosso stanco.
 
Quando torno a casa, papà mi mostra tutto allegro due biglietti omaggio e mi chiede se voglio andarci, al circo.
Mormoro che preferisco guardare i cartoni animati in tivvù e ripenso a quello sguardo puntato sull’asfalto bollente di agosto, mentre struscio sul pavimento la mia proboscide e muovo lentamente le orecchie per mandare via una mosca molesta. O forse è una zanzara di quelle che chiamano tigre. Come se bruissero, ruggissero e avessero la coda.
 
Che poi che cavolo ne sanno loro di cosa significhi avere certe protuberanze che sfiorano l’asfalto bollente di agosto? Gli uomini parlano parlano e straparlano perché hanno la lingua troppo lunga e le orecchie piccole e scarsamente sviluppate. Per non parlare degli occhi, che vedono solo quello che è inutile vedere.

Annunci