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Vacatio   
 
Era una giornata di sole che non l’avresti mai detto in un paese così a nord del tuo. Eravate al tavolino di un bar all’aperto e tu facevi finta di leggere un libro di racconti che avevi cominciato a sfogliare in aeroporto e stava tradendo tutte le tue aspettative. Avevi riletto decine di volte la stessa frase intrecciando i tuoi pensieri alle parole che risalivano vuote dai caratteri a stampa. All’improvviso, pensasti che con un sole così sarebbe stato uno spreco immergersi nella lettura, anche se si fosse trattato di un libro meno insulso di quell’accozzaglia di racconti che non riuscivi a capire perché te li avessero consigliati. Tu, una roba così, non l’avresti suggerita nemmeno al tuo peggior nemico, pensasti. Figuriamoci poi in una così splendida giornata. No, basta, sarebbe stato meglio chiudere tutto, pensasti, e, magari, avvicinarsi alla ragazza che beveva sola il suo caffè rivolta proprio verso di te; anche se, a ben vedere, non fissava su nessuno e su niente i suoi occhi lucidi in cui vaneggiavi già di perderti e affogare, magari.
Chiudesti il libro e ti fermasti a guardarla.
 

Ora, tutto d’un tratto, mentre scrivo, immagino te, gentile lettore, annoiato di fronte a queste mie parole. Avresti tutto il diritto di chiudere e fare altro…; ma spero che tu vada oltre, che non ti sia possibile rinunciare al seguito di questo racconto. Che non c’è.

 

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